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La storia è fatta di paradossi, e quella della musica non fa eccezione. C’è una generazione di artisti – quella nata dalla seconda metà degli anni Ottanta in poi – che oggi è comprensibilmente preoccupata dal value gap[1], ovvero dalla discrepanza esistente tra il volume di diffusione del proprio repertorio sui canali di media sharing come Youtube e dalle capacità di monetizzazione dello stesso, che pure deve il proprio successo alla stessa Rete.

Esattamente tredici anni fa – il 23 aprile 2005 – un video banalissimo di 18 secondi, “Me at the zoo” (visibile nel frame qui sopra), cambiò il mondo: Youtube stava iniziando a portare chiunque nella vita di chiunque altro, sotto forma di video, il formato che dall’introduzione del tubo catodico in poi avrebbe condizionato il mondo intero. E ad adeguarsi a questa rivoluzione furono costretti politici, industriali, artisti e – ovviamente – anche i musicisti.

Se nell’epoca pre-Web (e pre-talent) la gavetta consisteva in esibizioni in locali di dubbia reputazione, appostamenti e agguati ai danni dei discografici e, nel migliore dei casi, sporadici passaggi radio-televisivi, l’esplosione di Youtube come fenomeno di massa cambiò definitivamente le carte in tavola, permettendo a giovani promesse di farsi notare ai quattro angoli del globo senza spostarsi dalla propria cameretta.

C’è chi ha salutato questo fenomeno come definitiva affermazione della democraticità del Web, dove le preferenze arrivano “dal basso” senza il filtro degli addetti ai lavori, e chi – di contro – ha interpretato questa tendenza come una pericolosa deriva dove ad avere la meglio è l’acconciatura più alla moda e il motivetto più orecchiabile, ma tant’è: detto che, come spesso accade, probabilmente la verità sta nel mezzo, buona parte dei nomi del pop più in vista sul panorama mondiale il proprio successo lo devono proprio a Youtube, sul quale hanno postato in tempi non sospetti i propri primi tentativi artistici, che – grazie al coinvolgimento degli altri frequentatori del Web – li avrebbero qualche tempo dopo delle star internazionali.

Ecco, nelle pagine che seguono, i più clamorosi esempi di stelle del pop che, invece di postare un video di una gita allo zoo, hanno postato su Youtube una loro performance e sono diventate quelle che sono. Buona visione. (continua)

References

  1. ^ value gap (www.rockol.it)

Rockol Music News

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