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Asia Argento non ha nascosto la violenza di Harvey Weinstein per 20 anni. La confessione della giornalista Daniela Fedi.

Non si placano le polemiche nei confronti di Harvey Weinstein e di Asia Argento, in Italia incredibilmente attaccata perché ‘colpevole’ di aver atteso 20 anni prima di denunciare gli abusi subiti dall’allora potentissimo produttore.

Dopo le critiche di Selvaggia Lucarelli e Vladimir Luxuria[2], la difesa di papà Dario[3] e le discutibili parole di Riccardo Scamarcio[4], quest’oggi Libero si è concesso un editoriale in prima pagina dal titolo sconcertante: ‘Prima la danno via poi frignano e fingono di pentirsi’, ‘cedere alle avances di un boss per fare carriera è prostituzione, non stupro’. ‘Porci‘, li ha definiti sui social al Argento, difesa dalla giornalista Daniela Fedi de Il Giornale, autrice di una confessione che rivela come l’attrice denunciò lo stupro già 20 anni fa. Ad una sua amica giornalista.

‘Da giorni leggo le miserabili cronache di quel che ha fatto Harvey Weinstein a decine di giovani donne e provo un misto di rabbia e di orgoglio. La rabbia è il minimo sindacale per una cosa del genere. L’orgoglio è per Asia, la meravigliosa e folle ragazza che di cognome fa Argento e che finalmente ha trovato il coraggio di parlare. A me l’ha raccontato 20 anni fa, quando siamo diventate amiche dopo una lunga e bellissima intervista che le ho fatto per un mensile femminile oggi chiuso. Ho perfino un fax che mi ha scritto poco prima che andasse a Cannes dove è avvenuta la violenza e mi sento ancora in colpa per non aver capito subito cosa stava rischiando. In fondo lei era una ragazzina e io una donna fatta. Avevo una specie di transfer materno nei suoi confronti, fin dal primo momento ho sentito il bisogno di proteggerla’.

Parole d’affetto, quelle della Fedi, che ha poi proseguito raccontando quanto avvenuto pochi mesi dopo, con un’Asia felice, all’età di 22 anni, di poter girare un film con Abel Ferrara, suo regista preferito. Poi, terrificante, la doccia fredda della rivelazione.

‘Ero felice anch’io per lei e avevo continuato a esserlo finché una notte mi aveva telefonato in lacrime raccontandomi per filo e per segno quel che le aveva fatto a Cannes mr Weinstein. Ero annichilita dall’orrore. Non ebbi neanche bisogno di chiederle perché non avesse denunciato subito lo stupro: me lo disse lei. Ricordo le sue parole esatte: «Quel ciccione schifoso è così potente che la passerebbe liscia. A Monica Levinsky credono solo perché ha tenuto via il vestito. Perderei la stima di Abel. Non ci posso nemmeno pensare». Tentai di consolarla e alla fine le detti ragione: cerca di dimenticare, sei giovane, hai una vita davanti a te. Quando incontrai mr Weinstein a una sfilata della sua ex moglie Giorgina Chapman, stilista (D’Agostino direbbe «per mancanza di prove») del brand Marchesa, mi rifiutai di stringergli la mano. Lui non se ne accorse nemmeno, perché gli americani lo fanno spesso. Hanno paura dei microbi, loro’.

References

  1. ^ (www.gossipblog.it)
  2. ^ critiche di Selvaggia Lucarelli e Vladimir Luxuria (www.gossipblog.it)
  3. ^ la difesa di papà Dario (www.gossipblog.it)
  4. ^ discutibili parole di Riccardo Scamarcio (www.gossipblog.it)
  5. ^ https://t.co/F4QjpVCokL (t.co)
  6. ^ 13 ottobre 2017 (twitter.com)
  7. ^ #porci (twitter.com)
  8. ^ #complici (twitter.com)
  9. ^ #estremadestra (twitter.com)
  10. ^ #patriarcato (twitter.com)
  11. ^ @Libero_official (twitter.com)
  12. ^ pic.twitter.com/IHPC7tSoVd (t.co)
  13. ^ 13 ottobre 2017 (twitter.com)

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