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La sibilla psichedelica Azalia Snail[1], pur rimanendo fedele al suo spirito do-it-yourself, muta finalmente e in tutto e per tutto in intrattenitrice di motivetti con “Neon Resistance”, ennesimo esempio della sua capacità di ottenere molto dal poco (tastiera economica e Pc), del suo passatismo non corrivo, della sua scrittura creativa e delle sue orchestrazioni ancora una volta bislacche (tutto il suo classico ripieno di echi, riverberi ed effetti).

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L’anthem d’apertura “Celeste” (un piccolo tributo al west coast sound: organetto e schitarrate spavalde alla Hendrix) e poi “Weekend Back” (ritmo ribattuto, trombette squittenti e squinternate) espongono virtù e vizi della sua estetica. Lo shuffle elettronico “Field Rep”, degno dei Saint Etienne[2], una “Made Out Of Honey” che rimembra anche i Fiery Furnaces[3] più melodici, le semplici ma fatate filastrocche di “Every Day Is Your Day” e “Save This Place” e, culmine, la cantata altissima “Ode To Vega” su vocalizzi, sospiri e ritmo rimbalzante, formano il cuore dell’opera, un cuore di tempi ballabili, sudamericani a tratti (miglior esempio è “Cherry Blossom”) e melodie felici, pur basate su tiritere che mostrano inevitabili segni di senilità.

Defenestrata l’ispirazione cosmica, l’artista del Maryland corregge con classica trasparenza e serena sincerità le febbri di transizione dei predecessori “Avec Amour” (2006) e “Celestial Respect[4]” (2011). Modi e forme suoi tipici sono espressi al livello del pop – spesso davvero basico – ma con scatto e gran propulsione, fino a renderlo il disco meglio disegnato e più consumabile del tardo periodo. C’è di mezzo la decennale competenza di visionaria, non ultima l’esperienza col marito Dan West (presente anche qui) a nome LoveyDove[5]. Quasi ogni pezzo potrebbe divenire una hit futura del lo-fi, eppure solo due sono i momenti davvero toccanti: l’inno Diana Ross[6]-iano “I Am The Night Sky”, per droni d’elettronica a basso costo e poco altro, e “The Wild One Forever”, il suo requiem per Tom Petty[7]. Anche in cassetta su Thokei Tapes.

(24/04/2018)

References

  1. ^ Azalia Snail (www.ondarock.it)
  2. ^ Saint Etienne (www.ondarock.it)
  3. ^ Fiery Furnaces (www.ondarock.it)
  4. ^ Celestial Respect (www.ondarock.it)
  5. ^ LoveyDove (www.ondarock.it)
  6. ^ Diana Ross (www.ondarock.it)
  7. ^ Tom Petty (www.ondarock.it)

Ondarock

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