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Si chiude tra le polemiche sui verdetti, la 68. Edizione della Berlinale, che ha visto andare l’Orso d’Oro nelle mani dell’ esordiente romena Adina Pintille per il suo discusso “Touch me not”. Un film che ha visto l’autrice impegnata per ben sette anni, in quella che è certamente una sua esplorazione personale dell’intimità, della sessualità e del rapporto con il corpo, attraverso le esperienze e gli sguardi differenti dei tre protagonisti. La struttura che ne esce è un ibrido tra fiction e documentario, dove nel bianco asettico dell’ambientazione questi “corpi” vengono messi a nudo. E forse anche per questa sorta di “sperimentazione fisico- cinematografica”, la giuria, che si è trovata a decidere proprio nel bel mezzo dell’effetto “mee too”, ha premiato una giovane regista per un’opera che già sulla carta “avrebbe stupito”, grazie alla sua forma stilistica non convenzionale. Che ci sia pienamente riuscita oppure no. Da non dimentica però che la Pintille non è certo la prima autrice che con la sua opera d’esordio si è portata a casa l’Orso d’Oro. Nel 2006 infatti trionfò la bosniaca Jasmila Zbanic con il suo bellissimo “Grbavica – Il segreto di Esma”, fino ad arrivare al 2017  dove l’ungherese Ildikó Enyedi vince con il suo secondo lungometraggio, il toccante “Teströl és lélekröl- On Body and Soul- Corpo e anima”. Senza dubbio meritato il premio alla regia assegnato all’omaggio animato che Wes Anderson dedica al Giappone con “Isle of Dogs -Ataris Reise”, che aveva anche aperto ufficialmente il Festival. Così come è meritato il riconoscimento Orso d’Argento Alfred Bauer per un lungometraggio che apre nuove prospettive, per “Las herederas-  The Heiresses di Marcelo Martinessi, che ha valso anche il premio miglior attrice alla meravigliosa protagonista, Ana Brun. Per la migliore interpretazione maschile vince invece il giovanissimo Anthony Bajon de La prière (The Prayer) di Cédric Kahn. Sia l’Orso d’Oro che gli Orsi d’Argento arriveranno nelle sale italiane grazie alla distribuzione di I Wonder Pictures per “Touch me not”, di Movie Inspired per “Twarz- Mug di Małgorzata Szumowska, di Lucky Red per “Las herederas- The Heiresses” e di 20Th Century Fox per “Isle of Dogs” di Wes Anderson.
TUTTI I PREMI DELLA BERLINALE 2018

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ORSO D’ORO PER IL MIGLIOR FILM
Touch Me Not di Adina Pintilie

ORSO D’ARGENTO – Gran Premio della Giuria
Twarz (Mug) di Małgorzata Szumowska

ORSO D’ARGENTO Premio Alfred Bauer per un lungometraggio che apre nuove prospettive
Las herederas (The Heiresses) di Marcelo Martinessi

ORSO D’ARGENTO PER LA REGIA
Wes Anderson per L’isola dei cani – Isle of Dogs (Isle of Dogs — Ataris Reise

ORSO D’ARGENTO PER LA MIGLIORE ATTRICE
Ana Brun in Las herederas (The Heiresses) di Marcelo Martinessi

ORSO D’ARGENTO PER IL MIGLIOR ATTORE
Anthony Bajon in La prière (The Prayer) di Cédric Kahn

ORSO D’ARGENTO PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA
Manuel Alcalá E Alonso Ruizpalacios per Museo (Museum) di Alonso Ruizpalacios

ORSO D’ARGENTO PER IL MIGLIOR CONTRIBUTO ARTISTICO
Elena Okopnaya per i costumi di Dovlatov di Alexey German Jr.

ORSO  MIGLIOR OPERA PRIMA
Touch Me Not di Adina Pintilie

MENZIONE SPECIALE
An Elephant Sitting Still di Hu Bo

GLASHÜTTE ORIGINAL – PREMIO AL MIGLIOR DOCUMENTARIO
Waldheims Walzer (The Waldheim Waltz) di Ruth Beckermann
ORSO D’ORO PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
The Men Behind the Wall di Ines Moldavsk

ORSO D’ARGENTO PREMIO DELLA GIURIA PER IL CORTOMETRAGGIO
Imfura di Samuel Ishimwe

AUDI SHORT FILM AWARD
Solar Walk di Reka Bucsi

ORSO DI CRISTALLO PER IL MIGLIOR FILM DELLA SEZIONE GENERATION
Les rois mongols (Cross My Heart) di Luc Picard
MENZIONE SPECIALE
Supa Modo di Likarion Wainaina

ORSO DI CRISTALLO PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO DI GENERATION
A Field Guide to Being a 12-Year-Old Girl (Handbuch einer 12-Jährigen) di Tilda Cobham-Hervey
MENZIONE SPECIALE
Hai letto questo?  Museo: Gael Garcia Bernal e il film ispirato a una vera rapina al museo
Snijeg za Vodu (Snow for Water) di Christopher Villiers

Veronica Maffizzoli

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Filmagazine.it

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