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“Come si fa a diventare una star da migliaia di visualizzazioni? Magari avessi la ricetta. E’ successo tutto spontaneamente, certo lo vedo che aumentano i messaggi sul cellulare… Ma non ho seguito una strategia, anzi credo proprio che il pubblico abbia apprezzato che non abbiamo fatto le cose a tavolino”. Parola di Silvano Albanese in arte Coez, protagonista di un vero e proprio exploit che mette insieme i click su internet a un intero tour già praticamente tutto sold out. Con tanto di due tappe al Palalottomatica esaurite in prevendita con largo anticipo rispetto alle date del 3 e 4 febbraio. Gran finale di un giro d’Italia in 28 concerti che parte il 31 ottobre da Sinigallia, passa da Torino il 2 e 3 novembre, approda all’Alcatraz di Milano il 2,3 e 4 dicembre e tocca la penisola da nord a sud tra Catania, Firenze, Molfetta, Bologna, Genova, Perugia, Trento, Livorno. Tra l’altro si tratta della seconda tranche di concerti dal vivo: quest’estate Coez aveva già fatto una ventina di concerti. Insomma l’artista che mette insieme una poetica disarmante sul versante ‘romantico’ con più di una intercettazione del linguaggio delle giovani generazioni ha definitivamente saltato l’asticella del successo. Magari giocando anche con il passato, ma guardando avanti grazie a canzoni d’autore con retrogusto hip hop, tensioni rap e melodie pop senza troppo zucchero, piuttosto con la giusta dose di elettronica. Coniugando toni di lotta con storie di amori tormentati e situazioni difficili: specchio della generazione dei trentenni che però piace pure ai millenials. E anche i numeri di spotify lo confermano: il recente disco Faccio un casino, dopo una lenta quanto costante carburazione, è in testa da tre settimane.
 

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