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Negli ultimi 20 anni, Corey Taylor è stato la voce dietro la maschera del frontman degli Slipknot. Insieme agli 8 compagni di band si è imposto nelle classifiche rock di tutto il mondo grazie a una lettura aggressiva del nu-metal. Poi, grazie al secondo album Iowa, gli Slipknot sono diventati una band imprescindibile per il genere. Il loro mini-impero è diventato anche un festival, il Knotfest, che tornerà proprio quest’anno.

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Taylor ha una doppia vita: senza maschera è il cantante degli Stone Sour, il suo progetto hard-rock in attività dal 2002. Proprio con gli Stone Sour ha pubblicato un EP di cover che ci ha permesso di capire un po’ meglio i suoi gusti: Judas Priest, Metallica, Black Sabbath, Iron Maiden, Slayer e tanti altri.

Insomma, quando Rolling Stone ha deciso di stilare una classifica dei 100 album metal migliori di tutti i tempi, abbiamo subito pensato di contattare Taylor per scoprire quali sarebbero state le sue scelte. «Non voglio metterli in ordine», ha detto. «Ho lasciato fuori 4 o 5 dischi fondamentali, ma alla fine credo di aver scelto bene». Ecco, quindi, i 10 dischi metal preferiti di Corey Taylor. In ordine rigorosamente alfabetico.

“Worship Music” Anthrax (2011)

Mettiamo le cose in chiaro: sono cresciuto con Among the Living (l’album degli Anthrax del 1987) e sarebbe stato la mia prima scelta… se non avessero pubblicato anche Worship Music. Sono innamorato del modo in cui sono tornati sulla scena, mi piace l’aggressività di questo disco, soprattutto della voce di Joey Belladonna.

Ho rischiato di cantare in questo disco, quindi ho potuto ascoltare il materiale in anticipo. Sapevo che sarebbe stato qualcosa di speciale, è pieno di canzoni davvero belle. Quando è uscito ha fatto uscire di testa tutti, Fight Em ‘Til You Can’t è tutt’ora una delle migliori cazzo di canzoni del loro repertorio. Qualcuno dice che è tutto merito degli zombie del video. Non confermo e non smentisco.

“Somewhere in Time” Iron Maiden (1986)

Questo è il mio disco preferito degli Iron Maiden. Anzi, è il mio disco degli Iron Maiden. Certo, ho riascoltato Number of the Beast e i primi due e i cazzo di album successivi. Ma Wasted Years è stata la colonna sonora della mia vita per anni, forse è uno dei pezzi metal migliori di sempre. È proprio una bella canzone, non sto parlando dei riff e di cose del genere. È fottutamente orecchiabile, puoi farla sentire anche a chi odia il metal e apprezzerebbero. È davvero un pezzo fico.

E il resto del disco, cazzo quanto è bello. La pseudo-title track (Caught Somewhere in Time), Heaven Can Wait, Stranger in a Strange Land… ho fatto ascoltare l’ultimo brano alla classe di mio figlio (ha 8 anni), per una lezione di storia. Erano sconvolti. All’epoca l’hip-hop stava diventando mainstream, io gli ho detto: «Ehi, l’hip hop è fico. Ma ascoltatevi questo, qui cantano di Alessandro il Grande». Ero indeciso tra questa e la loro versione di Rime of the Ancient Mariner (il poema di Coleridge). Ma questo disco è perfetto, capito? Sono felice che la maestra mi abbia lasciato fare quello che volevo.

“Screaming for Vengeance” Judas Priest (1982)

Tutti hanno il loro album dei Judas Priest, e questo è il mio. So che molta gente è fissata con British Steel, altri con Painkiller, ma proprio in mezzo a questi due album hanno pubblicato un cazzo di capolavoro power-metal, al livello dei Maiden. Screaming for Vengeance era una fottuta bomba. Il modo in cui passa da The Hellion a Electric Eye, o l’entrata di You’ve Got Another Thing Coming, tutto l’album è incredibile. E la title track, cazzo è pazzesca. Quando ho ascoltato per la prima volta quelle urla ho pensato: “Wow, non è che sto facendo qualcosa di sbagliato ascoltando questa roba?” Un disco grandioso che ha mostrato a tutti la loro evoluzione, che band fantastica.

I Priest non hanno mai avuto l’attenzione che meritavano. Parlano tutti degli inizi, nessuno pensa alla loro discografia e a quanto è eterogenea, un disco più bello dell’altro. Cambiavano sempre, a volte con leggerezza come in Ram It Down, altre urlando come dei pazzi come in Painkiller. Non avevano limiti. Geniali, porca puttana. Sono ancora oggi una delle mie band preferite.

“Korn” Korn (1994)

Mi sembra che tutti si siano dimenticati di quanto fossero esplosivi i Korn degli esordi. Per me questo album è sul livello di Appetite for Destruction e Nevermind, almeno per il suo impatto culturale. Quando è uscito pensavamo tutti: “ma questi da dove cazzo vengono?”, è stato un momento così. Hanno cambiato la vita a un sacco di gente, soprattutto la mia. E ancora oggi questo album è incredibile.

Qui c’è una specie di atteggiameto, come se quella musica fosse solo affar loro. È così unico, c’è l’oscurità di Clown e le assurdità di Ball Tongue, un pezzo che ti fa pensare: “Ma cosa cazzo sta succedendo?”. Durante i loro concerti lo suonano praticamente tutto, e non sbagliano; questo disco è definitivo. È davvero cazzuto. E sono davvero felice di essere un loro amico. Non so se avrò mai le palle di dirgli quanto è stato importante per me quel primo album del cazzo. Quanto è bello.

“Peace Sells… but Who’s Buying?” Megadeth (1986)

Quando si parla di Megadeth si parla di Rust In Peace, e va bene così. In quel disco la produzione è più elegante, mentre Peace Sells sembra ancora un disco thrash-metal. Suona sempre sporco, anche i remix (che mi fanno schifo). Nell’originale c’è qualcosa che non ho mai sentito da nessun’altra parte. Tutto quell’album – in realtà è praticamente una collezione di riff, oscuro e fichissimo – mi ha fatto innamorare dei Megadeth. È da qui che ho cominciato ad ascoltare il metal più estremo.

“The Dark” Metal Church (1986)

Qualcuno mi ha fatto ascoltare questo disco in cassetta, e non sapevo chi fosse la band. Mi ricordo Start the Fire e Ton of Bricks, avrò detto qualcosa del tipo: «Cazzo ma che è questa figata? Chi sono?». Erano i Metal Church. Ho comprato l’album pochi giorno dopo, anche la cover è fantastica. So che molti non lo conoscono, è fottutamente sottovalutato ed è davvero triste perché è bellissimo. Gli Stone Sour non hanno fatto una cover di The Dark a caso: è un pezzo fantastico. Lo ascolto ancora oggi, così come l’album. Penso che dovrebbe essere più conosciuto di così.

“Master of Puppets” Metallica (1986)

Se la classifica fosse davvero in ordine di preferenza, questo sarebbe il mio numero uno. È il mio album metal preferito. Non si può fare meglio di così. È impossibile. Mai. Ho litigato con un sacco di stronzi: «E i Sabbath? E quest’altro?» Va bene, Black Sabbath è fantastico, ma il fottuto Master of Puppets è perfetto: a partire dalle prime note di Battery fino all’ultimo fottuto colpo di Damage, Inc. Lo capite che è perfetto? E sono disposto a litigare con chiunque la pensi diversamente, e vincerei tutte le volte! Dio è dalla mia parte, non dite cazzate.

Questo è un disco heavy e melodico allo stesso tempo. È cazzuto ma ha anche momenti fottutamente contemplativi. Ti fa esplodere la testa, e poi c’è la miglior canzone mai scritta dai Metallica, Disposable Heroes. Quel pezzo è una lezione: non riesco a suonarla, e io suono praticamente tutto.

Insomma, per me qui c’è tutto. Hetfield è perfetto e la band pure. Anche i testi sono i migliori della loro carriera. Quando lo ascolti pensi: “è così bello che è criminale, un cazzo di disco illegale”.

“Far Beyond Driven” Pantera (1994)

Questo album è davvero marcio. Ho amato Vulgar Display of Power, e ovviamente quello è il preferito di tutti per le solite ragioni del cazzo. Per me, però, Far Beyond Driven è l’esempio di come dovrebbe suonare un disco metal moderno. Era affilato, splendente e arrabbiato. Prima di ascoltarlo non pensavo potessero suonare così. E poi c’è il mio pezzo preferito dei Pantera, Becoming. Quel pezzo basta e avanza. Quindi, se pensate di aver capito tutto, andate affanculo. Avete chiuso.

“Roots” Sepultura (1996)

Gesù Cristo. Insomma, tolto Iowa questo è il disco con il suono più heavy che io abbia mai ascoltato. È così volgare, magnifico. È come se questi pezzi avessero la barba (risate). Alcuni dei riff sono così brutali che non saprei come descriverli. È il mio disco preferito dei Sepultura. Mi piacciono anche gli altri, certo, ma questo è davvero speciale perché rappresenta un’evoluzione. Nessuno parla di quanto abbia ispirato un sacco di gente, un sacco di artisti. Che vergogna.

“Astro-Creep: 2000 – Songs of Love, Destruction and Other Synthetic Delusions of the Electric Head” White Zombie (1995)

Questo album del cazzo è una figata del cazzo. Non so neanche se per voi questo è metal, ma per me sì, ed è tutto merito dei riff. È un disco metal meraviglioso, fico, artistico. Non importa se Super Charger Heaven è il pezzo più heavy che io abbia mai ascoltato, quando ascolti l’album (o il remix, che è ancora meglio) non puoi non pensare al potenziale nascosto nel metal. Basta aprire le orecchie e aprirsi a ogni tipo di sperimentazione. Nessun limite. Questo è un cazzo di album killer. Non smetterò mai di ascoltarlo.

News Musica – Rolling Stone Italia

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