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Chiude Monteverdi, apre Verdi. Mentre fino a mercoledì 21 la Fenice termina la stagione celebrando i 450 anni dalla nascita del compositore barocco, il teatro veneziano presenta la stagione 2017-2018. Si parte il 24 novembre con Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi diretto da Myung-Whun Chung in un nuovo allestimento con la regia di Gianmaria Aliverta e con Francesco Meli nei panni di Riccardo, Kristin Lewis come Amelia e Vladimir Stoyanov come Renato. Una stagione ricca di tradizione che non dimentica i più giovani, ribadendo la necessità di divulgazione, e che guarda alla riscoperta. Otto i nuovi allestimenti tra i quali due opere per ragazzi oltre a sette riprese e tre ospitalità, celebrazioni per i 150 anni dalla morte di Rossini, un cartellone di balletto tra grandi classici e recital di danza contemporanea, per un totale di venti titoli e centoquarantaquattro recite presentati a Venezia dal sovrintendente Cristiano Chiarot e dal direttore artistico Fortunato Ortombina. “Si tratta di una stagione di alto livello che non dimentica nessuno – così il sovrintendente Chiarot – e che ci auguriamo segua la scia del successo di quest’anno che ha registrato un aumento del botteghino per un totale di circa  9 miliardi. Noi continuiamo a credere che La Fenice abbia la missione di cercare sia il pubblico del futuro che gli artisti del futuro”.
 

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