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Nel covo del boss della ‘ndrangheta c’è sangue, un mare di sangue. L’uomo viene trascinato via dai corpi speciali, il blitz è rapido: il pavimento, le pareti, tutto è imbrattato di rosso. Ma da dove viene quel sangue? Lo sguardo stupito dell’agente che si strappa il passamontagna, incredulo, è una delle prime immagini della serie Il miracolo, scritta da Niccolò Ammaniti, uno dei titoli più attesi di Sky. È la statua della Madonna a piangere sangue: il generale del Ris (Sergio Albelli) convoca il presidente del Consiglio (Guido Caprino) per chiedere come regolarsi. Massima riservatezza da parte dei ricercatori, allarme rosso. Andrà mantenuto il segreto o questo “miracolo” va comunicato al mondo? Che significato può avere? Il boss rinchiuso in carcere non parla, la scienza certifica che quel sangue è umano: una statua di plastica produce, lacrima dopo lacrima, nove litri di plasma l’ora.

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Per il suo debutto alla regia (a sei mani insieme a Lucio Pellegrino e Francesco Munzi) con Il miracolo, da maggio su Sky Atlantic Hd, Ammaniti firma un soggetto affascinante, noir e visionario, in cui offre più domande che risposte. Sulla fede, il potere, il dilemma di scegliere, le speranze a cui ci aggrappiamo. Ognuno ha il suo pensiero. L’ufficiale dei carabinieri si preoccupa delle conseguenze, dell’ordine pubblico: l’invasione dei pellegrini in piazza San Pietro. In anni in cui si combattono guerre di religioni, quella Madonna  miracolosa che ruolo può giocare?

Niccolò Ammaniti debutta alla regia con la serie ‘Il miracolo’
Il politico non ha il dono della fede, non ha soluzioni a portata di mano. Cosa accade alla biologa (Alba Rohrwacher) e al sacerdote con l’anima nera (Tommaso Ragno) che vengono a contatto con quel mistero? “Il miracolo non è una serie sulla religione”, chiarisce Ammaniti, 51 anni, (sceneggiatore con Francesca Marciano e Stefano Bises). “Da scrittore con le parole racconto cose che poi i lettori completano, ognuno immagina il suo film. Stavolta dirigo, girare Il miracolo è stata una sfida, abbiamo lavorato anni al progetto. Avevo fatto leggere il soggetto a Mario Gianani (che con Lorenzo Mieli e Sky produce la serie, ndr) e mi ha dato mano libera”.

“Era una storia bellissima” spiega Gianani “forte, potente. Era impossibile non fare la serie. Ho detto a Niccolò di andare avanti, senza costrizioni”. “Mi sono sempre interessato ai miracoli “, racconta Ammaniti, “perché mi sono interrogato spesso sulla fede. È un dono, che purtroppo non ho. Però mi sono chiesto come questo mistero inspiegabile – una statua con la Madonna che piange sangue – potrebbe sconvolgere in una settimana la vita dei personaggi che ne sono sfiorati”.

Ammaniti era andato con la nonna a vedere a Civitavecchia la Madonnina che piangeva sangue. “Trovammo chiuso perché scoprirono che era un falso” spiega “Allora mi è venuta l’idea di un’auto ferma in autogrill, con le portiere che grondavano sangue: sui sedili c’era una statua”. Interpretata anche da Lorenza Indovina e Elena Lietti, già dalle prime immagini in anteprima, Il miracolo promette sviluppi inaspettati. “Non possiamo fare spoiler” dice Gianani “ma quel mistero unirà il destino di persone diversissime”.


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