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Lo spettacolo si intitola Pacific Palisades, proprio come il centro balneare tra Santa Monica e Malibù famoso per il surf, le palme, le villette e i giardini curati, citato anche in una famosa canzone dei Beach Boys, Surfin’ Usa. Eppure, con il testo scritto da Dario Voltolini, una dolente canzone in prosa divisa in sei stanze interpretata da Alessandro Baricco e musicata da Nicola Tescari (per RomaEuropa da stasera e fino al 22 ottobre alla Pelanda del Macro Testaccio di Roma), il mare di Los Angeles, le sue onde e il surf c’entrano molto poco. Dario Voltolini ha spiegato la sua interpretazione delle Palizzate pacifiche: “Una specie di confine, di limite, che ciascuno di noi disegna in un proprio intimo territorio. Tuttavia questo luogo è sovente invaso. E allora ciascuno traccia di nuovo le sue palizzate, nonostante queste vengano oltraggiate, abbattute, inondate”.  Pacific Palisades, di cui Baricco cura anche la regia, è un sogno, un desiderio di fuga, un viaggio interiore e le “palizzate”, come spiega l’autore, piuttosto che fisiche sono metaforiche. “Per rappresentare quelle palizzate che innalziamo dentro di noi per desiderio di difesa o che abbattiamo, quando ci riesce, per volontà di rinnovamento”, dice il compositore Nicola Tescari. 
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