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Niente esordio alla regia con Perdonami, Leonard Peacock per Channing Tatum. Colpa di Harvey Weinstein.

LONDON, ENGLAND - AUGUST 21: Channing Tatum arriving at the 'Logan Lucky' UK premiere held at Vue West End on August 21, 2017 in London, England. (Photo by Stuart C. Wilson/Getty Images)

In attesa che Quentin Tarantino si pronunci sul suo annunciato film su Charles Manson, teoricamente da realizzare con la Weinstein Company, ecco arrivare le prime ripercussioni pratiche dopo l’esplosione dello scandalo sessuale legato ad Harvey, co-fondatore della società licenziato 10 giorni fa.

Channing Tatum ha infatti annunciato via Facebook dall’aver rinunciato alla traposizione cinematografica di Perdonami, Leonard Peacock, romanzo di Matthew Quick edito in Italia da Salani e pronto a diventare cinema grazie alla Weinstein. Ma senza Tatum, che era pronto a debuttare in qualità di regista.

Le donne coraggiose che hanno detto la loro verità su Harvey Weinstein sono delle eroine. Stanno sollevando dei mattoni pesantissimi per costruire il mondo giusto e onesto in cui tutti noi meritiamo di vivere. L’unico mio progetto in sviluppo con la Weinstein Company è quello tratto dal libro di Matthew Quick Forgive Me, Leonard Peacock ed è la storia di un ragazzo la cui vita è stata rovinata dall’abuso sessuale. Non verrà più portato avanti. Questa è un’occasione enorme per un reale cambiamento positivo in cui ci dobbiamo impegnare con orgoglio. La verità è venuta fuori. Dobbiamo finire ciò che le nostre incredibili colleghe hanno iniziato per eliminare una volta per tutte l’abuso sessuale da questa industria creativa.

Questa la trama del romanzo, ad oggi di fatto cestinato:

Nel giorno del suo diciottesimo compleanno, Léonard Peacock ha deciso: uscirà di casa con una pistola nello zaino e la userà contro il suo ex migliore amico. E poi contro se stesso. Prima di andarsene, vuole dire addio alle persone più importanti della sua vita: Walt, il suo vicino di casa fissato con i film di Bogart; Baback, il compagno di classe che suona splendidamente il violino; Lauren, la ragazza di cui è innamorato; e Herr Silverman, che insegna Storia dell’Olocausto, l’unico professore di cui si fidi. Parlando con loro, Léonard, quasi senza volerlo, semina indizi di un suo terribile segreto, mentre il tempo che lo separa dal gesto fatale si assottiglia. Dall’autore del “Lato positivo”, una storia che affronta con realismo toccante la fragilità e la dolcezza di un’età in cui tutto è possibile. Un romanzo che parla con passione e leggerezza della solitudine di essere giovani, della difficoltà di crescere e di accettarsi. Ma anche un inno alla speranza: c’è sempre qualcosa per cui vale la pena di combattere, di non mollare, una scialuppa di salvataggio nel mare burrascoso dell’adolescenza.

Cineblog.it

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