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È andata in scena ieri sera sul palco di Cleveland l’annuale cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame[1] e i nuovi .entrati all’Olimpo del rock sono stati Bon Jovi, Dire Straits, Moody Blues, Cars e Nina Simone. Cerimonia che ha stupito, in particolare, anche per i grandi esclusi; fra i candidati eleggibili, infatti, (artisti e band il cui primo album o singolo sia stato pubblicato almeno da 25 anni) sono rimasti fuori candidati illustri come Kate Bush, Depeche Mode, Rage Against The Machine o Radiohead, anche se la band di Thom Yorke aveva già dichiarato che avrebbe rifiutato l’onorificenza[2].

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In una serata che sarà ricordata anche per il mancato saluto iniziale del fondatore di Rolling Stone, Jann Wenner, così come per la mancata chiusura con tutti i premiati insieme sul palco, i protagonisti assoluti sono stati i Bon Jovi, che per l’occasione hanno suonato con la formazione originale con il ritorno di Ritchie Sambora e Alec John Such. La premiazione della band è stata affidata al controverso speaker radiofonico Howard Stern che ha poi passato la parola al frontman dei Bon Jovi: «Ho iniziato a scrivere questo discorso da quando strimpellavo la scopa e cantavo in cima alle scale della mia casa d’infanzia».

«Ci sono volute molte persone per portarci qui stasera e non tutti erano parrucchieri (…) Ringrazio le mie buone stelle fortunate per il tempo che ho trascorro con ognuno di voi, Alec, Richie, Hugh, Tico, David, a voi, a noi, a tutti voi. Stasera la band ha accettato di essere tutta qua, così posso dire grazie per aver reso reale questo sogno». I Bon Jovi si sono poi esibiti con alcuni fra i brani più rappresentativi della loro carriera: You Give Love a Bad Name, It’s My Life, When We Were Us e Livin’ on a Prayer.

Se per i Bon Jovi è stato un momento speciale, da celebrare con tutti i componenti che hanno scritto la storia della band, per i Dire Straits non è andata allo stesso modo, con il bassista John Illsley unico rappresentante della band inglese. Attesissimo l’arrivo di Mark Knopfler che, invece, ha confermato ciò che già si sapeva: motivazioni personali hanno spinto il chitarrista a non presenziare durante la cerimonia di Cleveland.

Particolarmente emozionante, invece l’maggio a Nina Simone fatto dal fratello Samuel Waymon e da Mary J. Blige, con Lauryn Hill per l’occasione ritornata sul palco insieme a Andra Day, con un medley da togliere il fiato composto dai più grandi successi cantati dalla leggenda del soul. Strepitoso anche l’omaggio di Brittany Murphy degli Alabama Shakes dedicato alla ‘Madrina del Rock’n’Roll’ Sister Rosetta Tharpe. Moody Blues e Cars, invece, sono stati rispettivamente introdotti da Ann Wilson degli Heart e Brandon Flowers dei Killers, con la band di Las Vegas protagonista del tributo a Tom Petty con una versione di American girl. Ann Wilson degli Heart e il chitarrista degli Alice in Chains Jerry Cantrell, invece, hanno suonato un tributo per Chris Cornell con Black Hole Sun.

Novità dell’edizione 2018, invece, la categoria “Rock and Roll Hall of Fame Singles”, presentata da Little Steven, premia le canzoni che hanno scritto la storia del rock: Rocket 88 dei Jackie Breston and his Delta Cats (1951), Rumble di Link Wray (1958), Louie Louie dei Kingsmen (1963), A Whiter Shade of Pale dei Procol Harum (1967) e e Born to Be Wild” degli Steppenwolf (1968)

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References

  1. ^ Rock and Roll Hall of Fame (www.rollingstone.it)
  2. ^ aveva già dichiarato che avrebbe rifiutato l’onorificenza (www.rollingstone.it)

News Musica – Rolling Stone Italia

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