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“Sono stato un fotografo tutta la vita. Di immagini ferme e di immagini in movimento”. Con questa semplicità tutta orientale Sukita Masayoshi risponde alla domanda come è cambiata la sua professione in tanti anni di lavoro. Il 5 maggio compirà 80 anni e sebbene parli spesso di pensione la sua curiosità e la sua passione per le immagini lo tengono ancora costantemente con la macchina fotografica in mano. Il maestro giapponese che per quarant’anni ha ritratto David Bowie, i cui scatti hanno fatto il giro del mondo, è il protagonista di Sukita – The Shoot Must Go On, il documentario di Aihara Hiro che sarà in anteprima mondiale al Far East Film Festival (Udine, 20-28 aprile), un viaggio di 115 minuti attraverso la vastissima produzione del fotografo, dai primi scatti da ragazzino fino alle ultime produzioni. Oggi non può lasciare il Giappone perché sta allestendo due mostre ma ci sarà il suo film a parlare per lui. “Ho scelto il titolo che parafrasa il ritornello The Show must go on, perché è una metafora della vita di Sukita, che da un lato non può fare a meno di continuare a scattare immagini, ma dall’altro crede anche che la vita va avanti” spiega il regista.
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