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Quando imparava a diventare “comica”, il suo insegnante, Manuel Serantes (“un poeta prima ancora che un attore e regista”) le diceva che sarebbe stata un’attrice drammatica perfetta. “Ed era vero. Solo che io non so recitare testi che non sento miei, fatico a essere altro da me. Ho sempre pensato che il palcoscenico era il luogo dove portare me stessa”. Teresa Mannino, 47 anni, capelli corvini, è la classica donna piccola e magra che si rivela grande e forte: tanto brillante da “tenere” platee di duemila persone, intelligente da ridere di se stessa, sofisticata da mescolare il vero e il falso con effetti di comico spaesamento.

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Da tempo si è presa un posto nel mondo della comicità: all’inizio del Duemila a Zelig quando fu “scoperta” e sostenuta da Gino&Michele e Giancarlo Bozzo, poi a Zelig-off come presentatrice, Zelig Circus che condusse con Michele Foresta nel 2013, e intanto alternando cinema, fiction, trasmissioni  anche non necessariamente comici, come lo speciale su Camilleri per la Rai. E al polo “serio”, appartiene anche l’ultimo spettacolo, Sento la terra girare che ha scritto con Giovanna Donini, fino al 29 all’Ambra Jovinelli, sold out per l’occasione, cui seguirà in estate, il 25 luglio al Teatro di Verdura di Palermo e il 27 al Teatro Greco di Taormina, Teresa Valery con la regia di Alberto Cavallotti, personale rilettura della Traviata di Verdi, con tanto di orchestrina da camera, pretesto per giocare sulla morale contro le donne.


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