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Non solo l’attacco alle Torri Gemelle. O il golpe in Cile del macellaio Pinochet. Per gli amanti della musica black e tout-court, l’11 settembre è una data maledetta anche per un’altra ricorrenza nefasta. Sono passati esattamente trent’anni da quel venerdì nero, ultimo giorno di vita di Peter Tosh, con Bob Marley il più grande artista giamaicano e reggae di sempre. L’autore di Get Up Stand Up venne ucciso a casa sua da un suo vecchio amico, Dennis ‘Leppo’ Lobban, ufficialmente per una rapina finita male. Tosh, esperto di karate, ebbe la malaugurata idea di ribellarsi e fu freddato con due colpi di pistola alla testa. Non aveva ancora compiuto 43 anni. Una volta, quando gli chiesero chi fosse il più grande vampiro in patria, rispose così: “Lucifero ha più potere rispetto a qualsiasi mortale ed è inviato a diffondere cattiveria. Io temo Lucifero più di ogni altro. Si manifesta in varie forme. Sappiate che bisogna stare attenti soprattutto agli amici, perché un amico vi può ingannare facilmente, ha in mano la vostra fiducia”. Sua moglie si salvò fingendosi morta. C’è chi non ha mai creduto però alla versione del furto degenerato perché Peter Tosh è sempre stato un personaggio scomodo, indomito, un rivoluzionario assoluto prestato al canto in levare. In prima linea contro l’apartheid, il pericolo nucleare, ‘Babilonia’, ambientalista ante litteram, il più attivista tra i rastafariani, fu il primo a sposare la causa della legalizzazione delle droghe leggere.
 

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