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Sono passati 21 anni dalla sua morte, il 13 settembre del 1996, eppure Tupac Shakur[1] è ancora una delle figure più iconiche dell’hip hop e uno dei suoi misteri più affascinanti. La sua vita è stata una collezione di immagini contraddittorie: il padre preoccupato del video di Keep Ya Head Up; il rapper incazzato del processo del ’94 per molestie sessuali; l’artista che ha combattuto con le domande di Ed Gordon in una delle sue interviste più memorabili; e l’uomo che ha anticipato la sua stessa morte con il video di I Ain’t Mad at Cha, dove appariva come un angelo in paradiso.

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Non è più con noi, ma il mito di 2Pac l’angelo gangsta continua a sopravvivere. Nessuno è riuscito a raccontare meglio le difficoltà del successo, la fatica e le contraddizioni di chi viene dalla strada e si ritrova nel ciclone del mainstream. Le sue esibizioni di orgoglio sono ancora importanti in un mondo dove gli uomini e le donne di colore si auto-organizzano per resistere al razzismo dell’America contemporanea.

I fan – soprattutto i rapper dell’East Coast che non sono riusciti a superare i conflitti del passato – discuteranno per sempre su chi sia meglio tra 2Pac, Nas e Notorious B.I.G. e Jay Z. Nessuno, però, può negare la sua importanza nella trasformazione dell’hip hop in quello che è diventato adesso. Secondo noi ci è riuscito otto volte. Ecco come:

Quella in Juice è la prima grande performance di un rapper-attore

Si, è stato Ice Cube il primo rapper a recitare in un film, un anno prima di Juice. Ma quella di Tupac – che aveva studiato recitazione ad Atlanta – rimane la prima grande performance di un rapper sul grande schermo. Nessuno aveva fatto qualcosa di simile e davvero in pochi sono riusciti ad avvicinarsi. Prima della sua morte ha collezionato diverse interpretazioni affascinanti, tra cui il jazzista eroinomane di Gridlock’d.

Ha trasformato un insulto in fonte di forza

Dopo la pubblicazione del suo secondo album Tupac ha fondato la crew T.H.U.G. L.I.F.E., un acronimo di The Hate U Gave Little Infants Fucks Everybody (l’odio che trasmettete ai più giovani fotte tutti). All’inizio sembrava una inutile variazione del concetto di “gangster”, ma con il tempo la sua trasformazione di una parola (Thug) che significa “persona violenta, spesso criminale” ha acquisito sempre più importanza.

Quello del 1994 è stato il primo vero processo a una rap celebrity

Tupac ha avuto a che fare con il sistema giudiziario americano più volte, ma è nel 1994 – con il processo per molestie sessuali – che il suo rapporto con la legge è diventato un caso nazionale. La stampa lo seguiva passo dopo passo, anche quando, dopo essere stato colpito dall’agguato ai Quad Studios, era in sedia a rotelle. Quello del ’94 è il primo vero processo mediatico a una rap celebrity.

Ha completato “Me Against the World” prima di andare in carcere

Me Against the World è stato pubblicato a maggio, quando Tupac era già in carcere, ed è il suo disco più commovente. Completato prima di iniziare a scontare la pena, l’album contiene alcuni dei momenti più toccanti di tutta la sua produzione. Dear Mama, dove si riconcilia con la madre, o Lord Knows, dove riflette sul disastro della sua vita, sono brani meravigliosi e fondamentali. Sono molti i rapper – Lil Kim, C-Murder e T.I., per fare qualche esempio – che hanno provato a imitarlo con i loro “pre-prison” album.

”All Eyez on Me” è il primo doppio disco rap della storia

Uscito nel 1996, All Eyez on Me è un trionfo di hit e collaborazioni incendiarie, un disco incredibile che nessuno si sognerebbe mai di definire “sopravvalutato”, anche perché ha venduto più di 10 milioni di copie. Nonostante tutte le celebrazioni, però, sono in pochi a ricordare che questo è il primo doppio album hip-hop della storia, ed è grazie a Tupac che esistono capolavori come Life After Death, Wu-Tang Forever e Blueprint 2.

C’è chi pensa che sia ancora vivo

The Don Killuminati: The Seven Day Theory è uno degli album più discussi di sempre. Dopo la sua uscita, infatti, parecchia gente si è convinta che Tupac fosse sopravvissuto alla sparatoria di Las Vegas. The Seven Day Theory è basato su Machiavelli, che sosteneva di aver finto di essere morto per una settimana. Tutti conosciamo la storia di Paul McCartney e del suo “sosia”, ma per il mondo hip-hop teorie del genere erano una vera e propria novità.

Il “Tupac Effect”

A partire dal 1997, con l’uscita di R U Still Down?, sono molti i prodotti postumi pubblicati grazie ai materiali ritrovati negli archivi di Tupac. Non era certo una novità nel mondo della musica – era successo con Jimi Hendrix e John Coltrane -, ma nessuno l’aveva mai fatto con un rapper.

Ha registrato una quantità incredibile di materiale

I bootleg di Shakur (centinaia di brani nascosti negli archivi di Death Row) sono usciti ben prima che Lil Wayne inondasse internet con i suoi mixtape Drought e Dedication. I brani d’archivio hanno alimentato il rumor che il rapper fosse ancora vivo e scatenato un mare di polemiche su Suge Knight e Afeni Shakur, accusati di aver “sfruttato” la morte di Tupac per fare soldi. Rap Pages, una delle riviste più importanti del movimento hip-hop, dedicò alla storia una cover: “The Raping of Tupac”.

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References

  1. ^ Tupac Shakur (www.rollingstone.it)

News Musica – Rolling Stone Italia

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